Bere Tocai in Friuli Venezia Giulia


 Tocai friulano

Quel matrimonio non s’aveva da fare. Se la contessa Aurora Formentoni, nel 1632, non avesse sposato il conte magiaro Adam Batthyany, portando in dote “vitti di Toccai 300”, non ci sarebbe stato il grande scippo. Almeno, stando alla “difesa” italiana. E invece dal marzo 2007, il Tokai sarà solo ungherese, mentre sulle etichette del grande bianco del Nordest si dovrà lavorar di bianchetto: solo “Friulano”, non più “Tocai friulano”. Spiegare che la qualità è la stessa non sarà facile. La storia della dote è emersa dall’archivio dei Formentoni nel 2000: non è bastata. O forse era tardi, per ribaltare una sentenza già scritta. A nulla è valso dimostrare che nel Collio l’esistenza di una collina e un borgo chiamati Tokajer è attestata da mappe militari austriache del 1763 e che mappe napoleoniche del 1811 comprendono un rio Toccai a San Lorenzo Isontino e una collina coltivata a vigneto con lo stesso nome. A nulla è valso ricordare la differenza tra il vino ungherese e quello nostrano.
Un matrimonio che si è concluso con una sentenza di annullamento: di una delle due parti.




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