Viaggiare in mare con il caicco


caicco

Una barca con un fascino particolare, del tutto differente dalle imbarcazioni tradizionali: questo è il caicco. Il bordo libero è molto alto e protegge dal mare, la linea dello scafo infonde una sensazione di sicurezza e di forza, la larghezza della coperta concede ampi spazi di vivibilità, le manovre non ingombranti permettono di spostarsi a bordo anche con la tela a riva. La vera differenza, riguarda l’assetto in navigazione a vela: quando si è di bolina o al traverso, con le imbarcazioni tradizionali si viaggia (in crociera) sbandati sino a 15/20 gradi; con i caicchi invece, si naviga a inclinazioni che raramente superano i 10 gradi. Ciò è dovuto alla combinazione tra la forma dello scafo e la posizione dei motori e dei serbatoi: entrambi fissati in chiglia (che nei caicchi è molto lunga e assicura un passaggio morbido sull’onda), abbassano il baricentro e fanno da contrappeso alla forza del vento, eseguendo la stessa funzione di pinna e bulbo in una barca tradizionale. Ne risulta una navigazione leggera, tranquilla e rilassante, adatta anche ai bimbi e a coloro che in barca soffrono un po’ il mal di mare.

Nelle acque “italiane” i caicchi sono poco diffusi, soprattutto perché le nostre imbarcazioni a vela derivano fondamentalmente dal diporto e dal mondo delle regate, mentre il caicco è una barca che nasce per il lavoro ed è stata in seguito adattata allo yachting. Se ne vedono molti nei mari della Turchia e della Grecia, ma spesso sono un po’ spartani e con una manutenzione piuttosto approssimativa. Trovare quindi buone barche da noleggiare nell’est del Mediterraneo non sempre risulta agevole, anche se navigare partendo, per esempio, dal porto turco di Bodrum, facendo rotta verso la Valle dei templi dell’isola greca di Kos, è una esperienza indimenticabile.

Il BelAir, con la sua andatura signorile, docile e romantica ci accompagna quindi verso Rodi, l’antico porto reso famoso dal Colosso scomparso, dove non può mancare una visita alla Valle delle farfalle. L’architetto e ingegnere danese che ha progettato questo splendido ketch – una persona estremamente colta, amante della musica e delle barche dal grande fascino – suggerisce di proseguire poi verso Marmaris e le sue città sommerse e giù, verso est, navigando nelle splendide acque della baia di Fethiye, fino a Göcek e alle case scavate nella roccia.

Se ci si accorge che il broker tende a “industrializzare” il noleggio e a sottovalutare o, ancor di più, a minimizzare le nostre esigenze, non bisogna esitare a chiedere alla compagnia, soprattutto se grande, di sostituirlo. Nel caso del BelAir, ci troviamo di fronte a un broker affidabile, molto preparato e attento anche ai particolari, come quello di far scegliere a priori tra tre livelli di cambusa in relazione alla spesa che si vuole sostenere e al gusto personale. In particolare, nel Mediterraneo dell’est, il nome delle pietanze e il modo di cucinarle sono molto differenti rispetto al Mediterraneo dell’ovest e questa formula permette di non incorrere in “disavventure del palato”.

Infine, sempre alla ricerca dei “posti magici” della barca, è molto evocatorio il divano posto all’estrema poppa: permette di apprezzare fin nei particolari il modo di limonare del comandante, la sua capacità di sentire  il vento e di portare ben trenta metri di barca. Gli amanti delle sensazioni forti e dotati di “piede marino” possono mettersi, se il comandante concede il permesso, a cavalcioni del bompresso: sembra di volare sull’acqua. Oltretutto il Bel Air, ottimamente rifinito con eleganza e maestria, è all’inizio della sua carriera nel mondo del charter ed è quindi in ottima forma.

Noleggiare un caicco costa 18.200 euro alla settimana nei mesi di luglio, agosto, settembre; 15.200 euro in maggio, giugno, ottobre, più APA, più eventuale mancia di gradimento.




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